Riscolpire oppure ricostruire gli pneumatici dei propri camion sono due valide alternative alla loro sostituzione e consente di prolungare la vita delle ruote e ottimizzare la loro redditività.

La riscolpitura degli pneumatici

Essa consiste nel processo in cui i solchi del battistrada vengono intagliati a mano, tramite apposito strumento, per ripristinare fino a 4mm la sua profondità, che corrisponde al 25% di quella originaria.
La prima vera convenienza è proprio la possibilità di continuare ad utilizzare la gomma senza doverne acquistare una di nuova prima che la vecchia non sia effettivamente inutilizzabile.
La procedura ha però un limite: non tutti gli pneumatici possono essere sottoposti alla riscolpitura, ma solamente quelli che riportano sui fianchi la scritta regroovable.

La ricostruzione degli pneumatici

In questo secondo caso, alla struttura dello pneumatico usato viene asportata la fascia esterna corrispondente al battistrada per applicarne uno di nuovo.
Il processo avviene solo nel caso in cui la carcassa è ancora perfettamente efficiente e può essere effettuato solamente da personale di ditte specializzate.
La sostituzione consente un utilizzo più prolungato dello pneumatico rispetto alla semplice riscolpitura e riduce anch’essa i costi, permettendo di risparmiare fino al 50% in meno rispetto all’acquisto di gomme nuove.
Questo comporta una riduzione dei costi di sostituzione, che sono tra quelli che gravano di più sui bilanci aziendali: infatti, nel 2017 sono stati risparmiati circa 60,8 milioni di euro proprio grazie alla scelta di ricostruire invece che acquistarne di nuovi.

Quali sono i vantaggi?

I due metodi convengono sia dal punto di vista delle performance ottenute che da quello della spesa risparmiata.
I benefici non si limitano alla realtà aziendale, ma corrispondono anche ad un miglioramento ambientale e ad un’emissione minore di sostanze inquinanti.
Abbiamo riassunto i vantaggi qui sotto:

  • maggiore presa sulla strada: in entrambi i casi, grazie alla ricostituzione delle scanalature laterali, che con il tempo si consumano più facilmente delle altre e la capacità di sgomberare lo spazio al di sotto della gomma dall’acqua in eccesso evitando spiacevoli fenomeni di aquaplaning;
  • risparmio di denaro immediato: uno pneumatico ricostruito consente di ottenere prestazioni pressochè uguali a quelle di uno nuovo ad un prezzo notevolmente inferiore, pagando infatti fino al 50% in meno. Anche quello riscolpito consente un considerevole risparmio, tuttavia le performance sono leggermente inferiori, in quanto la quantità di battistrada è ridotta;
  • chilometri percorribili: uno pneumatico ricostruito può arrivare a percorrere più di 500 000 km, i chilometri si riducono, invece, nel caso di gomme riscolpite;
  • risparmio di carburante fino a 2 litri ogni 100 km percorsi grazie al 10% in più di aderenza guadagnata che riduce anche la possibilità di sbandamento e lo spazio di frenata necessario;
  • maggiore sicurezza: la ricostruzione è sottoposta a delle normative tecniche specifiche (ECE ONU 109) che disciplinano tutte le fasi del processo stabilendo i requisiti dell’impianto di riscolpitura e le marcature da apportare allo pneumatico;
  • rispetto per l’ambiente: l’energia consumata dallo pneumatico è minore, e si riducono così le emissioni di anidride carbonica prodotte durante la guida. Diminuisce sia l’utilizzo di materiali inquinanti impiegati durante la produzione di gomme nuove che lo smaltimento di quelle smesse.

Quando considerare le due opzioni?

Non tutti gli pneumatici possono essere riscolpiti: alcuni infatti possono essere così usurati da dover essere inevitabilmente rimpiazzati.
Una gomma che si presta perfettamente alla procedura è consumata in modo uniforme e ha una superficie pulita e libera da danni e tagli, con 3 o 4 mm di battistrada rimanenti.
Nelle superfici in cui, invece, sono presenti una moltitudine di tagli o fori, o zone in cui il battistrada è strappato, lo pneumatico non dovrebbe essere impiegato nè tanto meno riscolpito.
Per chi decide, invece, di puntare sulla ricostruzione, è importante ricordare che la struttura dello pneumatico deve essere in perfette condizioni, poiché è proprio sulla base che viene direttamente applicato l’anello di gomma su cui è già prestampato il disegno o su cui verrà impresso successivamente.

Conclusioni

I due metodi non hanno lati negativi, ma solo vantaggi: consentono di ridurre le emissioni inquinanti, offrono maggiore sicurezza e si conformano alle leggi europee, ma soprattutto, consentono un risparmio sotto diversi punti di vista.
Quando si dirige un’azienda di trasporti e si possiede una flotta di veicoli, il costo è sempre un argomento critico: se anche i piccoli gesti possono fare la differenza su un cambiamento di spesa notevole, un risparmio importante come quello che può comportare il riutilizzo di pneumatici riscolpiti o ricostruiti va a generare una convenienza ampia e diffusa.
Ampia perché riduce una delle maggiori spese in bilancio, diffusa perché, grazie alle migliori performance delle gomme, si può diminuire il consumo conseguente di altre risorse come il carburante e le pastiglie dei freni.
Tutto questo può tradursi in un’unica parola: efficientamento, ossia la capacità di lavorare e ottenere l’obiettivo prefissato con il minor consumo delle risorse disponibili per aumentare la marginalità.

 

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